FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI 31
06/10/26 > 18/10/26
Festival delle Colline Torinesi 31
Dal 6 al 18 ottobre torna il Festival delle Colline Torinesi. Un anno segnato da molte novità. La condirezione di Isabella Lagattolla e Federica Rosellini, due generazioni e una continuità di impegno nel campo della creazione contemporanea, che si concretizzano in tredici giorni di fitta programmazione teatrale con molti artisti, artiste e artistə per la prima volta in Italia e tante prime nazionali.
PROGRAMMA
INTORNO AL FESTIVAL
MASTERCLASS
FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI 31
After the crash | Colori acidi, sopravvivenze, nuove forme
Ogni crash produce una frattura. Interrompe una traiettoria, sospende un ordine delle cose, apre uno spazio di incertezza. Ma ogni crash è anche una soglia: il punto in cui una forma di vita, un’immagine, un linguaggio o una comunità sono costretti a reinventarsi. La proposta di queste masterclass prende avvio da un dialogo inatteso tra due artisti lontanissimi per geografia, storia e linguaggio: Andy Warhol e Mmakgabo Helen Sebidi. Due autori che, in modi radicalmente diversi, hanno interrogato ciò che accade dopo l’impatto.
Negli anni Sessanta Warhol realizza la serie Death and Disaster, all’interno della quale le opere dedicate agli incidenti automobilistici – Orange Car Crash Fourteen Times (1963), White Burning Car III (1963), Green Disaster Twice (1963) e altre – trasformano la cronaca nera americana in una riflessione sulla percezione contemporanea della morte. Attraverso la serigrafia, la ripetizione seriale e l’uso di colori violenti e artificiali, Warhol svuota progressivamente l’immagine del suo carattere documentario. Il disastro viene moltiplicato fino a diventare icona.
L’arancione, il verde acido, il viola, il rosso industriale non illustrano l’incidente: ne evidenziano piuttosto la trasformazione in superficie visiva, in spettacolo, in consumo collettivo dello shock. Le automobili distrutte e i corpi assenti o appena intuibili diventano il sintomo di una società che osserva la catastrofe attraverso i media e che, proprio attraverso la ripetizione, rischia di anestetizzarsi.
Le opere di Warhol sembrano allora porre una domanda essenziale: cosa rimane quando l’evento traumatico è stato visto, rivisto e consumato? Quale immagine è ancora possibile dopo la saturazione dello sguardo?
A questa domanda sembra rispondere, da un’altra parte del mondo e da un’altra esperienza della storia, l’opera di Mmakgabo Helen Sebidi.
Artista sudafricana tra le figure più significative dell’arte contemporanea africana, Sebidi attraversa alla fine degli anni Ottanta un trauma profondo: il grave incidente automobilistico nel quale perde la vita il suo maestro e sostenitore Bill Ainslie. Da quel momento il suo lavoro assume una dimensione ancora più visionaria e spirituale. Opere come Lost Human Life e molte delle grandi tele successive trasformano il trauma individuale in una meditazione collettiva sulla memoria, sull’assenza e sulla continuità della vita.
Se Warhol guarda il crash come immagine pubblica, Sebidi lo attraversa come esperienza esistenziale. Nei suoi dipinti figure umane, animali, antenati e forze naturali si intrecciano in organismi complessi, dove la separazione tra vita e morte, passato e presente, individuo e comunità si dissolve. Il trauma non viene congelato nell’istante dell’impatto: diventa processo di trasformazione.
Le sue immagini non chiedono allo spettatore di osservare una fine, ma di immaginare una metamorfosi.
Tra Warhol e Sebidi si apre così uno spazio di riflessione che riguarda profondamente il nostro presente. Da una parte la catastrofe come evento spettacolarizzato, moltiplicato all’infinito dai dispositivi della visione contemporanea; dall’altra la possibilità di trasformare la ferita in racconto, memoria, conoscenza e immaginazione.
In questo senso il crash non è soltanto un incidente automobilistico. È una categoria attraverso cui leggere il nostro tempo. Sono crash le crisi ecologiche, le guerre, le trasformazioni tecnologiche, le migrazioni, le fratture sociali e politiche, ma anche gli eventi biografici che interrompono una vita e ne modificano il corso.
Le masterclass diventano allora un luogo per interrogare non tanto la catastrofe in sé quanto il suo lascito.
Che cosa nasce dopo una collisione?
Quali immagini, quali linguaggi, quali corpi e quali comunità emergono dalle macerie di un ordine precedente?
Tra i colori artificiali e velenosi di Warhol e le visioni rigenerative di Sebidi si disegna una traiettoria che attraversa l’intera storia dell’arte e arriva fino a noi: quella che vede nella crisi non soltanto una fine, ma l’occasione per immaginare nuove forme di esistenza.
Non una riflessione sulla distruzione, ma sulle possibilità che la distruzione rende visibili. Non sull’istante dell’impatto, ma sul difficile, necessario e creativo lavoro del dopo.
Isabella Lagattolla e Federica Rosellini, direttrici Festival delle Colline Torinesi
MASTERCLASS COLLINE 31
Come iscriversi
La partecipazione a ciascuna Masterclass è vincolata alla selezione curata dallə artistə. Le candidature possono essere inviate tramite relativo form entro lunedì 14 settembre 2026.
Costi
Il costo di partecipazione è di 110€ comprensivo di Masterclass + ingresso gratuito ai 2 spettacoli realizzati dall’artistə che conduce la Masterclass. Riduzioni professionali sugli altri spettacoli del Festival.
Informazioni
Le Masterclass sono condotte in lingua italiana e/o inglese e hanno luogo a Torino, in spazi in via di definizione. Ulteriori dettagli verranno forniti a seguito della selezione.
Si ringraziano Fondazione Opera Munifica Istruzione, Tedacà Teatro Bellarte e Cripta747.
CREDITS
ENTI COLLABORATORI E SOSTENITORI
Festival delle Colline Torinesi 31
un progetto di
Associazione Festival delle Colline Torinesi, Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa
con il contributo di
Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Città di Torino
con il sostegno di
Fondazione Compagnia di Sanpaolo, Fondazione CRT
in partnership con
Fondazione Merz
in collaborazione con
Fondazione Opera Munifica Istruzione
e con
Museo Nazionale del Cinema, Mediateca RAI Dino Villani, Tedacà Teatro Bellarte, Università di Torino DAMS, Torinodanza, Cripta747























