
FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI
LAB_21 Mon corps n’obéit plus
11 ottobre
PRIMA ITALIANA
Il mio corpo si annoia dentro di sé,
vorrebbe provarne un altro.
Non c’è nulla da fare, se non accettare.
Il mio corpo fa entrare delle cose dentro
di sé.
Si annoia comunque.
Allora il mio corpo si alza.
Ha voglia di uscire.
(…)
Il mio corpo è super free.
Il mio corpo è poetico.
Il mio corpo non obbedirà mai più.
«Avverto fin dalla più giovane età l’indocilità del mio corpo. E, contrariamente a quanto il mio entourage poteva sperare, la maturità non ha sistemato nulla. Ancora oggi, il mio corpo rifiuta ostinatamente di piegarsi alle prescrizioni che proliferano nelle nostre vite, e in particolare a questa: imparare a restare al proprio posto e a non oltrepassare i limiti.»
Yoann Thommerel
LAB_21 esplora un corpo che non si limita più a eseguire, ma capta, traduce e disturba. Grazie a dei sensori, il corpo diventa un’interfaccia sensibile: misura le proprie tensioni, accelerazioni e instabilità, trasformandole in materia sonora, talvolta cooperativa, talvolta conflittuale. Ogni movimento produce una risposta del dispositivo, rivelando un corpo attraversato da flussi, dati e resistenze. Il sensore non ha la funzione di disciplinare il corpo, ma di esporne l’indocilità. Rende udibile e visibile ciò che sfugge al controllo: micromovimenti, sconfinamenti, fatica, slanci. Il corpo non obbedisce più — non per rifiuto, ma perché è coinvolto in un dialogo costante con la macchina, in cui umano e tecnologico si contaminano reciprocamente. Il corpo non è né soggetto sovrano né semplice oggetto di misurazione: è un territorio instabile, uno spazio di interazione in cui il vivente e l’algoritmo negoziano in tempo reale. Il sensore diventa allora un partner di gioco, rivelando un corpo aumentato non per essere ottimizzato, ma per essere ascoltato in modo diverso. La composizione musicale dello spettacolo si fonda sull’opera Mon corps n’obéit plus di Yoann Thommerel, la cui scrittura pone il corpo al centro del pensiero e della narrazione. Ritmica, frammentata, attraversata da un umorismo spiazzante e da una lucidità cruda, la sua lingua entra in risonanza con l’esperienza contemporanea, offrendo un terreno fertile per una composizione musicale del presente, in cui parole e suoni si rispondono nello stesso tempo.
Orari
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Dom 11 Ottobre19:00
Crediti
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concept
Schoß Company -
performance
Lisa Tatin -
creazione musicale
André Décosterd & Lisa Tatin -
text
Yoann Thommerel & Lisa Tatin -
light / stage design
Simona Gallo -
amministrazione/produzione
Bureau Vanessa Lixon -
traduzione italiana
Delfina Arcostanzo -
produzione
Schoß Company -
con il sostegno di
Canton du Valais, Fondation UBS pour la Culture, FONDATION SUISA, Fondation SIS, Rencontres de Crans Montana.