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duo d’eden / grosse fugue / elegia

MMContemporary Dance Company / Maguy Marin, Enrico Morelli

Teatro Astra

21 gennaio 2025

Due capolavori della maestra della coreografia francese Maguy Marin, Duo d’Eden e Grosse Fugue. Protagonisti del primo pezzo sono Adamo ed Eva, immersi in un percorso di sensualità. Grosse Fugue è un omaggio alla forza e alla resistenza femminile. Elegia di Enrico Morelli è un invito alla cura, amplificato dalle parole di Mariangela Gualtieri. I tre lavori sono interpretati dai danzatori della MM Contemporary Dance Company.

DUO D’EDEN
coreografia e colonna sonora Maguy Marin
coreografia rimontata da Cathy Polo e Ennio Sammarco
costumi Montserrat Casanova
luci Alexandre Béneteaud
maestro ripetitore Enrico Morelli
interpreti MM Contemporary Dance Company
produzione MM Contemporary Dance Company
coproduzione Fondazione I Teatri

Due corpi, come nudi, avanzano in scena, si avvinghiano l’uno all’altro e non si lasciano più. Un uomo e una donna con i corpi che si attirano e si aggrappano, congiunti l’uno all’altro fino a diventare indissolubili. Lei, una liana che si avvolge, si attorciglia. Lui che la tiene, la ritiene, la sostiene. C’è qualcosa di mitico nella loro danza, in questa fusione totale di due esseri che diventano uno per non separarsi più. Eden è l’amore originale, quello dei tempi dell’innocenza. C’è anche qualcosa di crudo e di primitivo, in questo duo. L’immagine dei rumori delle cascate e di temporali che compongono il suono della danza. Eden è una danza piena di forza e di bellezza, forse a causa di ciò che di naturale si sprigiona dal movimento della purezza e dalla precisione del gesto, dalle figure quasi plastiche, dalla potenza dei corpi. È da lì che sorge l’emozione. Da questa sobrietà che rivela l’essenziale. Se l’amore è una danza, è sicuramente Eden.

Yasmine Tigoe

In Duo d’Eden due danzatori della MMCDC interpretano con stile e padronanza un pezzo di rara bellezza, originale, molto difficile e articolato, creato nel 1986 da Maguy Marin per la sua compagnia. Semplicemente un uomo e una donna, tute color carne che mettono in evidenza la loro nudità, parrucca dai capelli lunghissimi per lei, avvinghiati l’un l’altro per tutta la durata del brano, con continue evoluzioni di lei sul corpo di lui. Un Adamo ed Eva immersi in un percorso di sensualità, eros, difesa, attacco, in un mondo non così tranquillo, sicuro e idilliaco. Un brano poetico e intenso.

A seguire

GROSSE FUGUE
coreografia Maguy Marin
coreografia rimontata da Dorothée Delabie
musica Ludwig van Beethoven
costumi Chantal Cloupet
luci Alexandre Béneteaud
maestro ripetitore Enrico Morelli
interpreti MM Contemporary Dance Company 
produzione MM Contemporary Dance Company
coproduzione Reggio Parma Festival, Festival Bolzano Danza/Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, Milanoltre Festival

Quattro donne e un brano musicale straordinario come Die Grosse Fuge: la personale lettura di Maguy Marin dell’opera di Ludwig van Beethoven, considerata una pietra miliare del rapporto tra musica classica e danza contemporanea, si basa su un dialogo costante, intimo, tra danza e musica, su un profondo legame tra le due arti. Realizzata nel 2001 per la C.ie Maguy Marin, viene riproposta nell’interpretazione di quattro danzatrici della MM Contemporary Dance Company. Dall’incontro tra le quattro donne e la musica prende forma una complessità tra la crescente forza vitale dell’essere femminile e lo stato di entusiasmo e disperazione di questa partitura. La danza diventa un’esplosione euforica di energia, dove le quattro interpreti, vestite di rosso, in un’alternanza quasi frenetica, saltano, corrono, si accasciano, si risollevano in un turbine vitale e frenetico. Una metafora della vita che diventa vortice e gara emozionante contro la morte, dove la vertigine della fine stessa ci porta a voler sempre correre all’impazzata senza fiato, a vivere ogni momento come se fosse l’ultimo istante. Un’opera travolgente e commovente, un momento di emozione pura.

A seguire

ELEGIA
coreografia Enrico Morelli
musiche Frédéric Chopin, Giuseppe Villarosa
disegno luci Carlo Cerri
costumi Nuvia Valestri
voce recitante Isidora Balberini
assistente alla coreografia Paolo Lauri
interpreti MM Contemporary Dance Company 
produzione MM Contemporary Dance Company
coproduzione Teatro Comunale di Modena

Persone alla ricerca della propria strada e della propria identità, accomunate dalla medesima inclusione in un periodo storico, in un’epoca come quella attuale, che porta vertigine e smarrimento.  Individui che tracciano nuove traiettorie e che ricercano inedite strade per recuperare la propria rotta, dopo un momento di esilio dalla normalità. Un racconto di momenti e rapporti perduti, insieme alla ricerca, nella propria memoria, di immagini e paesaggi che ci erano familiari e di conforto. Un viaggio onirico per ritrovare il proprio essere fragile e insicuro ormai smarrito di fronte ad un qualcosa che incombe, che ci turba e che non riusciamo a dominare. Una danza corale che ci immerge in un vortice di linee e traiettorie che si incontrano e si intrecciano, in un apparente caos primordiale fino al ritorno della quiete, che porta con sé, alla fine, una sorta di riscatto da tutto quello che ci ha oppressi, insieme alla scelta di abbandonarsi alla speranza ritrovata, in vista di una nuova rinascita. Un elogio della cura, del prestare attenzione agli altri, amplificato dalle parole tratte dalle poesie di Mariangela Gualtieri.

…Dentro e in opposizione alla musica, gli otto corpi sembrano voler superare sé stessi in cerca della cura dell’altro, in un’esplosione condivisa da gruppi in continua trasformazione che solo a tratti sfocia in una più tenera e pacata dualità. Come se, da un primario sbigottimento spinto fino alla vertigine e a disequilibri fuori asse, il corpo giungesse a una quiete, anticamera di una rinascita. Lacerti di poesie di Mariangela Gualtieri introducono e si accostano a questa umanità fragile e titubante non priva di slanci dell’anima. In alcuni momenti fungono da pretesto sonoro abbandonando la loro finalità semantica, in altri sono versi poetici la cui formula consolatoria, giocata sulla reiterazione, mira al superamento della vulnerabilità individuale e suona come una preghiera sotto un firmamento nuovamente stellato.”

                                                                                                                         Marilù Buzzi      

 

Orari


  • Mar 21 Gennaio
    21:00

Crediti