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Solaris

David Greig / Stanisław Lem / Andrea De Rosa

Teatro Astra

19 > 30 dicembre 2023

Solaris è il capolavoro della fantascienza filosofica. Siamo nel lembo più estremo dell’universo esplorato dal genere umano. Una astronauta, dalla Terra, approda nella stazione spaziale che gira intorno al pianeta Solaris. Qui trova un’atmosfera di mistero e sospetto: nessuno la accoglie, i pochi ospiti della astronave sembrano angosciati e sopraffatti, gli oggetti subiscono strane deformazioni, si avvertono presenze. Solaris è noto agli umani come il grande pianeta «vivente». Appare in forma di vasto oceano e avrebbe dovuto conflagrare se la sua orbita avesse seguito le leggi della fisica. Ma è come dotato di capacità cosciente di reazione e questa capacità sembra legata alle apparizioni di fantasmi, proiezioni viventi di incubi, sogni e fantasie.

Due domande aspre e complesse: “Chi sono io? Chi siamo noi veramente?”. Da questi interrogativi viene affrontata a teatro un’opera come Solaris. Leggendo il romanzo originale, scritto nel 1961 dallo straordinario scrittore polacco Stanisław Lem, diventato un celebre film, dieci anni dopo, con la regia di Andrej Tarkovskij (a cui è seguito il remake di  Steven Soderbergh con George Clooney) Andrea De Rosa ha colto le possibilità tutte contemporanee di un’opera che – normalmente catalogata come “fantascienza” – svela inusitate possibilità di comprensione del nostro tempo. Nella versione teatrale, firmata da un drammaturgo dalla cifra robusta come David Greig, la storia del pianeta Solaris e degli sventurati astronauti che lo abitano assume i contorni di una metafora potente e inquietante. È dunque un viaggio nell’inconscio individuale e collettivo, un confronto con le paure e i sogni, sospeso tra follia e assoluta libertà, quello narrato da Solaris. Un viaggio che supera lo spazio e il tempo, per provare a rispondere, con i mezzi del teatro, a quelle eterne domande. Lassù, nello spazio profondo, di fronte all’oceano perduto di un pianeta sconosciuto, la distopia di un racconto fantascientifico diventa struggente e poetica consapevolezza, amaro racconto di amore e di perdita: perché in quel “futuro come era”, immaginato negli anni Sessanta, c’è ancora molto di tutti noi. 

«Ho letto Solaris durante la quarantena e mi aveva molto colpito questa idea che gli esseri umani potessero essere il virus e che il pianeta fosse costretto a reagire e a difendersi dalla loro invasione. Solaris è una vera e propria creatura, un pianeta vivente che attraverso il suo immenso oceano cerca di comunicare con gli uomini attraverso i loro desideri che riesce a materializzare sotto forma di fantasmi.»
Andrea De Rosa

«De Rosa – è questo il pregio decisivo del suo spettacolo – dissemina la messinscena di una miriade di segni che, mentre comunicano singolarmente tra loro, tutti insieme comunicano con noi spettatori, sulla base di un’ammirevole coerenza e di una strategia concettuale a un tempo lieve e corposa.»
Enrico Fiore, Corriere del Mezzogiorno

Uno spettacolo avvincente e perturbante.»
Gianfranco Capitta, Il manifesto

«Di nuovo una delle intuizioni più felici della regia di De Rosa che, nel mutare al femminile un’identità pensata al maschile da Greig, non calca la mano sull’aspetto compiacente del lesbismo, ma usa tale ontologica unità per moltiplicare e approfondire il valere del doppio e della ricerca di sé.»
Sandro Avanzo, Hystrio

«Intenso e interstellare lavoro.»
Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica

«Quello che De Rosa sembra dirci è che tra Solaris e il teatro non ci sono poi tante differenze: in entrambi i casi chi si avvicina viene investito dalle stesse logiche misteriose e irrazionali.»
Mattia L. Palma, Cultweek 

«Solaris sa che noi siamo qui.»

 

Galleria fotografica


  • Durata
    80 min

Orari


  • Mar 19 Dicembre
    21:00
  • Mer 20 Dicembre
    19:00
  • Gio 21 Dicembre
    20:00
  • Ven 22 Dicembre
    21:00
  • Sab 23 Dicembre
    19:00
  • Mar 26 Dicembre
    18:00
  • Mer 27 Dicembre
    19:00
  • Gio 28 Dicembre
    20:00
  • Ven 29 Dicembre
    21:00
  • Sab 30 Dicembre
    19:00

Crediti


  • adattamento per il teatro

    David Greig
  • dall’omonimo romanzo di

    Stanisław Lem
  • traduzione

    Monica Capuani
  • regia

    Andrea De Rosa
  • con (in o.a.)

    Sara Bertelà, Giulia Mazzarino, Federica Rosellini, Werner Waas
  • e la partecipazione (in video) di

    Umberto Orsini
  • scena e costumi

    Simone Mannino
  • luci e fotografia

    Pasquale Mari
  • progetto sonoro

    G.U.P. Alcaro
  • video

    D-Wok
  • assistente alla regia

    Thea Dellavalle
  • assistente alle scene

    Giuliana Di Gregorio
  • assistente volontaria

    Palma Di Nunno
  • con la partecipazione durante le prove di

    Sara Gedeone e Maria Trenta
  • produzione

    TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Nazionale di Genova, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale