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Le mie parole vedranno per me

Marco Corsucci / Andrea Dante Benazzo

Area X

15 febbraio > 17 marzo

* I biglietti per la replica di venerdì 23 febbraio non sono più disponibili.

Due giovani talenti del teatro contemporaneo indagano il rapporto tra cecità e sguardo nel processo di formazione delle immagini, interrogando il ruolo che queste ricoprono nella nostra percezione del mondo. Lo spettatore, accompagnato da un performer, viene posto al centro di un universo percettivo, fruendo in cuffia una pluralità di spazi, voci e suoni: ricordi, testimonianze e riflessioni di persone con cecità totale o parziale. Marco Corsucci realizza uno spettacolo che inverte le logiche dell’accessibilità: anziché lavorare alla sovrascrittura di un progetto adattandolo per renderlo accessibile, Le mie parole vedranno per me fa dell’accessibilità l’elemento portante del suo linguaggio.

Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all’uomo come in effetti è, infinito.

W. Blake

PREMESSE Le mie parole vedranno per me nasce dalla suggestione di Andrea De Rosa, direttore del TPE Teatro Astra che, affascinato dai precedenti lavori sullo sguardo di Marco Corsucci, gli ha proposto di firmare un nuovo progetto all’interno della Stagione TPE 2023/24, il cui titolo e tema è “Cecità”. Corsucci, infatti, da oltre un anno conduce una ricerca sullo sguardo. Con il lavoro su “Mine-Haha” di Frank Wedekind studia lo spettatore e il suo guardare come atto di potere; con la proposta successiva, tratta da “Il Supermaschio” di Alfred Jarry, Corsucci fa dello sguardo maschile il vero oggetto del lavoro, suddividendo la platea in due parti, di cui una di soli uomini, e inquadra quest’ultima mostrandola sullo schermo della scena. Questo terzo capitolo della trilogia sullo sguardo di Marco Corsucci è perciò una spontanea prosecuzione ed evoluzione di una ricerca già in moto. In questo terzo tempo si passa dallo sguardo a un suo stato di assenza: la cecità, parziale o totale. Sulla strada verso l’ideazione del nuovo progetto, il regista – affiancato dal dramaturg Andrea Dante Benazzo – ha incontrato materiali di natura diversa, tre in particolare sono diventati punti di riferimento per la realizzazione dello spettacolo. “Cataratta” di John Berger, “Blue” di Derek Jarman e “Citomegalovirus” di Hervé Guibert. Queste tre opere condividono diversi tratti in comune. Si tratta innanzitutto di diari, scritti in prima persona e in un momento in cui il corpo dei loro autori stava attraversando una fase di malattia. Berger racconta la propria esperienza di guarigione da una cataratta, nel suo film Jarman usa il blu che vedono i suoi occhi come sfondo per una lunga traccia sonora in cui racconta la propria vita e la propria filosofia artistica, Guibert prende appunti durante i suoi ultimi giorni di vita in ospedale dopo essersi ammalato di AIDS. Tutti e tre gli autori fanno esperienza di una totale o parziale, momentanea o permanente, perdita della vista. La condizione in cui si trovano diventa per loro possibilità di riflettere sul proprio sguardo.  Passando attraverso questi riferimenti d’autore è nato un diario per la creazione di uno spettacolo sonoro immersivo in prima persona.

DRAMMATURGIA Con l’obiettivo di conoscere e raccontare cecità reali, nella prima fase di lavoro Corsucci e i suoi collaboratori sono entrati in contatto con due associazioni che si occupano di dare assistenza a persone cieche e ipovedenti nella città di Torino: la sezione torinese della U.I.C.I. (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) e l’A.P.R.I. (Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti). Il 20 novembre avvenne il primo incontro nella sede di A.P.R.I. In quell’occasione fu esposto il progetto e fu chiesto agli interessati all’adesione di iniziare a condividere la propria esperienza con il (non) vedere, attraverso diari sonori con cadenza possibilmente quotidiana. Ogni giorno, dal 21 novembre in avanti, sono state ricevute le testimonianze di diciassette persone, e tramite i loro messaggi vocali ne è stata approfondita la conoscenza.

REGISTRAZIONE BINAURALE Conclusa la fase di raccolta del materiale sonoro, è seguita una fase di colloqui diretti, volti a condividere tempo e spazio con le stesse persone autrici dei diari. Per citare alcuni esempi: Simona, che prima di diventare cieca era una guida escursionistica ambientale, ha portato Corsucci e Benazzo a camminare per i boschi di Corio; Fabio, grande appassionato di tennis, ha invitato ad assistere a un allenamento; Giuseppe ha invitato i due artisti a osservare una delle sue lezioni di informatica presso il centro di riabilitazione visiva di Ivrea. Tutti questi incontri sono stati registrati con la tecnica della registrazione in binaurale. Una registrazione audio binaurale è un tipo di registrazione audio effettuata utilizzando due microfoni posizionati in modo da simulare l’ascolto umano. Questi microfoni sono posti nelle orecchie o in una configurazione simile alle orecchie umane e registrano il suono come lo percepirebbe una persona in un ambiente tridimensionale. Questa tecnica di registrazione cattura le differenze di fase e intensità del suono tra le due orecchie, offrendo agli ascoltatori un’esperienza immersiva.

MESSA IN SCENA Dai diari e dalle esperienze dirette sono scaturite oltre 70 ore di registrazioni, il materiale è stato organizzato e montato per essere restituito al pubblico in cuffia. Lo spettacolo, infatti, si muove parallelamente su due ambienti diversi ma in comunicazione tra loro. La scena è abitata da Marco Bongi, individuato tra le persone che hanno aderito al progetto, cui sono affidate le audiocassette su cui sono stati trasferiti alcuni dei messaggi vocali raccolti nella prima fase di lavoro. Davanti a lui è posizionata una testa artificiale (un disegno e modello di Andrea Belli stampato in 3D dal service PolyD) che ascolta e registra l’ambiente della stanza così come sono state effettuate le registrazioni durante la seconda fase del lavoro. Dall’ascolto delle audiocassette nasce l’ambiente in binaurale presente nella cuffia che indossa lo spettatore; questo restituisce il cammino verso l’ideazione e la creazione del progetto, attraversando i diversi spazi vissuti e lasciandosi accompagnare dalle stesse voci incontrate.

TITOLO Le mie parole vedranno per me è stato suggerito da un verso dell’Edipo a Colono di Sofocle. Nel testo, Edipo, guidato dalla figlia Antigone, giunge nel luogo in cui troverà la morte. Qui, un abitante di Colono lo informa che si trova in una terra consacrata alle Eumenidi. Edipo dovrà quindi attendere e rimettersi al giudizio dei Colonei, perché siano essi a decidere se possa rimanere o meno. Da quel momento egli diventa la stella polare verso cui tutte le altre figure della tragedia tendono. Lo spettatore si trova nella stessa situazione in cui è Edipo rispetto a ciò che lo circonda: il movimento è verso di lui, e non viceversa. Nello spettacolo lo spettatore, così come Edipo, sarà raggiunto dalle presenze/assenze che ascolterà in cuffia. La drammaturgia sonora (curata da Dario Felli e Federico Mezzana) e più in generale quella scenica (di Marco Corsucci e Andrea Dante Benazzo) avranno quindi come obiettivo quello di mettere chi ascolta al centro di un universo percettivo che contempla una pluralità di spazi, voci e suoni; di sfruttare il tempo dello spettacolo per osservare lo sguardo, con il fine di indagare il rapporto tra cecità e creazione delle immagini, interrogando il ruolo che queste ricoprono nella nostra percezione del mondo.

GLI ARTISTI

Marco Corsucci nasce a Cattolica nel 1995. Si diploma in regia nel 2022 presso l’Accademia “Silvio D’Amico”. Dopo il diploma è assistente alla regia di Massimiliano Farau per Pene d’amor perdute, di Valentino Villa per Kasimir e Karoline e di Antonio Latella per Hotel Goldoni e La Locandiera. È finalista del bando Biennale College 2022 con Mine-Haha e vincitore del Premio Camilleri 2023 con Il Supermaschio, spettacolo che ha debuttato nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto 2023.

Andrea Dante Benazzo nasce a Milano nel 1996. Si diploma in recitazione nel 2021 presso l’Accademia “Silvio D’Amico”. È assistente alla regia di Alessandro Businaro per George II (Biennale Teatro 2020) e di Valentino Villa per Au Bord (Romaeuropa Festival 2022). La sua prima regia, Partschótt, è vincitrice dei bandi European Young Theatre (2019), Powered by REf (2020), Animali teatrali fantastici e dove trovarli (2021) e Direction Under30 (2022). Il suo percorso attoriale lo ha portato a lavorare al cinema con Lorenzo Quagliozzi e Gianluca Minucci, e a teatro con Marco Corsucci e Antonio Latella.

Federico Mezzana è un sound artist nato a Roma nel 1994. Laureato con lode in Musica Elettronica presso il Conservatorio Licinio Refice, all’età di 21 anni fonda lo studio di registrazione Pyramid Produzioni. Nel corso degli anni approfondisce professionalmente diversi ambiti del panorama audiovisivo e intermediale. Svolge l’attività di music producer con artisti distribuiti dalle più importanti label in Italia, oltre ad aver collaborato come compositore e sound designer con molti registi e performer tra cui Marco Corsucci, Valentino Villa, Paolo Costantini e Andrea Dante Benazzo.

Dario Felli è un sound designer romano nato a Sassari nel 1992. Nel 2012 si diploma in Audio Engineering presso il SAE Institute Amsterdam e successivamente ottiene un Diploma Accademico di primo livello in Musica Elettronica presso il Conservatorio Licinio Refice di Frosinone. Il suo lavoro spazia dal sound design per il teatro, alla composizione elettroacustica e alla progettazione di installazioni in spazi museali. Nel 2016, insieme a un gruppo di musicisti e ingegneri del suono, fonda Pyramid Produzioni. Attualmente lavora regolarmente con il regista Robert Wilson e con registi italiani come Leonardo Lidi, Giacomo Bisordi, Alessandro Businaro, Paolo Costantini e Marco Corsucci. Ha avuto occasione di disegnare progetti sonori nei migliori teatri d’Italia e d’Europa, occupandosi inoltre del disegno sonoro in numerosi musei d’Europa e del mondo. Dal 2017 lavora regolarmente nel Summer Program del Watermill Center di New York in qualità di capo reparto suono.

Chi è il cieco? Che cosa non vede o non vuole vedere? E perché? La Stagione 2023/24 del TPE Teatro Astra è Cecità. Una riflessione sulle verità che non vogliamo vedere in 25 spettacoli. Le risposte di Marco Corsucci:

chi è il cieco?
Lo spettacolo nasce per incontrare le diverse cecità reali – totali e parziali – e interrogare così la percezione, la rappresentazione e manipolabilità della realtà.
cosa non vede o non vuol vedere?
Ribalterei la domanda: cosa vede o cosa vuole vedere? Lo spettacolo esplora la condizione di cecità per riflettere sull’atto del guardare e, in particolare, sul rapporto tra cecità e sguardo nel processo di formazione delle immagini. A guidare l’ideazione Cataratta di John Berger, Blue di Derek Jarman, Citomegalovirus di Hervé Guibert, diari e racconti di malattia, di perdita o recupero della vista.
e perché?
Le mie parole vedranno per me è un documentario sonoro in prima persona, composto da ricordi e testimonianze di persone cieche o ipovedenti. Nell’attraversare questi materiali, fruiti in cuffia per mezzo della tecnica di registrazione binaurale, lo spettatore, affiancato da un performer, è messo al centro di un universo percettivo che contempla una pluralità di spazi, voci e suoni.

In collaborazione con Intesa Sanpaolo

Area X è un progetto di Intesa Sanpaolo Assicura

Area X è in via San Francesco D’Assisi 12, Torino

* Promozione speciale abbonati: hai un abbonamento TPE Teatro Astra, chiama o passa in biglietteria (TEATRO ASTRA via Rosolino Pilo 6, 10143 Torino tel +39 011 5634352 mar-sab ore 16 > 19) per riservare il tuo biglietto al prezzo scontato di 12 euro.

Galleria fotografica


  • Durata
    50 minuti

Orari


  • Gio 15 Febbraio
    20:00
  • Ven 16 Febbraio
    21:00
  • Sab 17 Febbraio
    19:00
  • Dom 18 Febbraio
    17:00
  • Mar 20 Febbraio
    21:00
  • Mer 21 Febbraio
    19:00
  • Gio 22 Febbraio
    20:00
  • Ven 23 Febbraio
    21:00
  • Sab 24 Febbraio
    19:00
  • Dom 25 Febbraio
    17:00
  • Mar 27 Febbraio
    21:00
  • Mer 28 Febbraio
    19:00
  • Gio 29 Febbraio
    20:00
  • Ven 01 Marzo
    21:00
  • Sab 02 Marzo
    19:00
  • Sab 03 Febbraio
    17:00
  • Mar 05 Marzo
    21:00
  • Mer 06 Marzo
    19:00
  • Gio 07 Marzo
    20:00
  • Ven 08 Marzo
    21:00
  • Sab 09 Marzo
    19:00
  • Dom 10 Marzo
    17:00
  • Mar 12 Marzo
    21:00
  • Mer 13 Marzo
    19:00
  • Gio 14 Marzo
    20:00
  • Ven 15 Marzo
    21:00
  • Sab 16 Marzo
    19:00
  • Dom 17 Marzo
    17:00

Crediti


  • regia

    Marco Corsucci
  • dramaturg

    Andrea Dante Benazzo
  • con

    Marco Bongi
  • con le voci di

    Fabio Bizzotto, Marco Bongi, Angelita Cipriani, Dajana Gioffré, Eugenio Mattiazzi, Simona Tesio, Alessandra Zerbinati
  • suono

    Dario Felli e Federico Mezzana
  • luci

    Alessio Pascale
  • datore luci

    Alessia Massai
  • fonico

    Francesco Dina
  • direttrice di scena

    Yasmin Pochat
  • disegno modello 3D

    Andrea Belli
  • stampa 3D

    service “PolyD”
  • produzione

    TPE – Teatro Piemonte Europa
  • in collaborazione con

    Intesa Sanpaolo / Area X – Area X è un progetto di Intesa Sanpaolo Assicura
  • e con

    Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione territoriale di Torino e A.P.R.I. Onlus
  • e con la partecipazione al progetto di

    Raffaella Albertengo, Walter Boffa, Omar Echbarbi, Pericle Farris, Sara Frigerio, Vanda Mencaglia, Stefano Mercurio, Paolo Peroglio, Valter Primo, Ambrogio Riili