Dracula
Teatro Astra
14 > 31 gennaio 2027

Il conte Dracula non è più da tempo solo un personaggio nato dalle leggende popolari e dalla fantasia di Bram Stoker: vero e proprio mito dell’età moderna, è diventato il simbolo di un’immortalità vissuta come una condanna. La sua vicenda, elaborata in una nuova versione da Fabrizio Sinisi, evoca il sogno tutto contemporaneo di un corpo che potrebbe diventare immortale tramite i progressi della tecnologia. Mentre il Vampiro, eterno e solo, cerca una via di fuga dalla propria natura, gli altri personaggi lottano per affermare il valore della mortalità.
È davvero un dono vivere per sempre, o è, invece, una maledizione?
Note di regia
Nel romanzo di Bram Stoker, il male prende forma nel personaggio di Dracula, che viene definito nosferatu, il non-morto. Il vampiro è l’incarnazione di un corpo che non può morire, ma che non riesce nemmeno a vivere davvero perché per mantenersi in vita è costretto a nutrirsi del sangue di altre creature, condannando le sue vittime a una sorte simile alla sua. Io credo che il grande successo di questo vero e proprio mito modernondipenda dal fatto che in esso ritroviamo quel desiderio universale di sfuggire alla morte, che ci accomuna tutti, rivelandocene il lato mostruoso: vivere per sempre significa portare con sé il peso di una solitudine eterna. Dracula è proprio questo: la storia di un uomo che non riesce a morire, e di un pubblico che accetta di guardare negli occhi questo desiderio mostruoso. Così come il conte Dracula non è solo un personaggio letterario ma un vero e proprio archetipo della nostra modernità, anche il suo celebre castello è diventato un luogo che appartiene al mito. La dimora del vampiro è un teatro di apparizioni e di epifanie, un luogo onirico dove le normali leggi dello spaziotempo vengono sovvertite. Il castello di Dracula è il luogo di uno sprofondamento, di un deragliamento del pensiero e del sogno. Per questo motivo abbiamo trasformato in modo radicale la normale struttura del Teatro Astra, facendone uno spazio evocativo e misterioso, livido e asettico, un grande altare spettrale dove si svolge un rito antico e insieme moderno.
Andrea De Rosa
Note al testo
Perché Dracula è un mostro? Non solo perché si nutre del sangue delle sue vittime, ma perché mostruoso è il dono che porta: un’eternità che pesa come una condanna, un tempo estenuante e interminabile, un desiderio di non morire così violento da diventare, forse, una negazione della vita stessa. Dracula è un mostro perché – simile in questo al Dioniso delle Baccanti o al Mefistofele del Faust – introduce nel mondo umano qualcosa di estraneo eppure affascinante, prodigioso e terribile, che ci spaventa ma non può fare a meno di attrarci.
Fabrizio Sinisi
Note sulla luce
Molti racconti di esperienze di quasi-morte concordano sull’epifania di una forte luce che sembra venire incontro al non-ancora-morto, forse anelito a redimere l’oscurità interiore con cui ha dovuto fare i conti per tutta la vita. La luce assoluta, transito di inizio e di fine, della nascita e morte dell’essere vivente ma anche delle stelle, per esempio, o degli universi, è quella da cui si difende Dracula nella sua brama di vita eterna, negando il proprio corpo alla luce del giorno. Anche la nostra vita si allunga nel buio dei teatri, delle sale cinematografiche, nei nostri sogni dietro le palpebre chiuse, dove un altro tempo promette di sollevarci l’animo succhiando la vita che gli attori offrono ai propri personaggi finché la penombra è garantita e la luce di fuori rimane esclusa. In questo lavoro, una vita spesa a centellinare la luce, a miscelarla col buio, a filtrarla dal mondo di fuori per accompagnare l’esperienza di concentrazione e consapevolezza del fatto teatrale, arriva, scavando nel corpo del teatro Astra, studiandone i tanti passaggi, interstizi ed aperture, una volta di più all’incontro con la fine della favola, cioè con la luce che spinge dietro l’ultima porta ancora chiusa.
Pasquale Mari
Note sulle musiche
Un suono ferroso, ruvido e livido. Prigione dell’anima. Un battito pulsante che squarcia le vene. Che finalmente apre un varco alla luce, per un attimo, per sempre.
G.U.P. Alcaro
Note sui costumi
I costumi di Dracula raccontano una figura che attraversa epoche e contamina i luoghi, sospesa tra vita e morte come una malattia che non guarisce. Intorno a lui, ogni personaggio è bloccato nel proprio presente, prigioniero di un tempo immobile. Gli abiti evocano eleganza e inquietudine, tracciando i segni di questa condizione eterna.
Graziella Pepe
“Per chi scrive, lo spettacolo dell’anno. Disturbante, poetico, monumentale.”
Laura Zangarini, la Lettura“Uno spettacolo eccezionale per la riuscita totale: regia, luci, recitazione, costumi, musica, tutto.”
Roberto Mussapi, Avvenire“Imponente e poetico, da ripagare con applausi scroscianti.”
“Il più bello spettacolo della stagione”
Anna Bandettini, la Repubblica“Imperdibile.”
Monica Sicca, Torinosette“Un inno alla vita e un’affermazione dell’umana naturalità della morte.”
Laura Bevione, dramma.it“Spettacolo irripetibile e unico.”
Mario De Santis, doppiozero“Un’esperienza teatrale visionaria.”
Roberto Mazzone, teatro.it“Se lo scopo del teatro è quello di generare sorpresa, non solo raggiunge pienamente l’obiettivo ma, in un certo senso, lo supera.”
Francesca Maria Rizzotti, KLP Teatro“Un raro e riuscitissimo adattamento teatrale di Dracula.”
Ludovico Cantisani, Persinsala
Galleria fotografica
Orari
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Gio 14 Gennaio20:00
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Ven 15 Gennaio21:00
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Sab 16 Gennaio19:00
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Dom 17 Gennaio17:00
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Mar 19 Gennaio20:00
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Mer 20 Gennaio19:00
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Gio 21 Gennaio20:00
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Ven 22 Gennaio21:00
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Sab 23 Gennaio19:00
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Dom 24 Gennaio17:00
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Mar 26 Gennaio20:00
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Mer 27 Gennaio19:00
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Gio 28 Gennaio20:00
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Ven 29 Gennaio21:00
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Sab 30 Gennaio19:00
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Dom 31 Gennaio17:00
Crediti
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liberamente ispirato al romanzo di
Bram Stoker -
testo
Fabrizio Sinisi -
regia
Andrea De Rosa -
con
Michelangelo Dalisi, Marco Divsic, Michele Eburnea, Chiara Ferrara, Federica Rosellini -
spazio scenico
Andrea De Rosa, Luca Giovagnoli -
luci
Pasquale Mari -
suono
G.U.P. Alcaro -
costumi
Graziella Pepe -
assistente alla regia
Marco Corsucci -
produzione
TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro della Toscana





