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Come gli uccelli

Wajdi Mouawad / Marco Lorenzi

Teatro Astra

17 > 26 novembre 2023

⚠️ La replica di martedì 21 novembre è annullata.

Chi siamo per davvero? Quanto il sangue che scorre nelle nostre vene può dire chi siamo? Come gli uccelli è uno spettacolo che ci chiama a guardarci dentro attraverso una storia d’amore tra un ragazzo ebreo e una ragazza araba. È una riflessione sulle origini e sui legami che nascono superando i limiti, quelli imposti dalla famiglia, dalla tradizione, dalle ideologie. 

Disperatamente giovani e innamorati, Eitan e Wahida (di origine ebrea lui, di origine araba lei), si conoscono a New York, in una delle scene d’incontro d’amore tra le più belle che siano finora state scritte per il teatro. A dispetto delle loro origini, il loro amore fiorisce e cerca di resistere alla realtà storica con cui i due ragazzi devono inevitabilmente fare i conti. Ma nel loro destino, qualcosa va storto sull’Allenby Bridge (Hebrew: אלנבי גשר Gesher Allenby), il famoso ponte che collega (ma allo stesso tempo divide, perché i controlli sono serratissimi e non a tutti è permesso il passaggio) Israele e Giordania.

Eitan rimane vittima di un attentato terroristico proprio su quel ponte (luogo e simbolo) e cade in coma. La storia personale dei protagonisti si intreccia alla Storia, con la “S” maiuscola, di attentati, conflitti, odi che ormai da troppi anni continua in quelle terre e  tra le due culture di cui i protagonisti sono inevitabilmente esponenti. Durante il coma, in una dimensione sospesa, simbolica e potente, i piani temporali si intrecciano, si sospendono e si sovrappongono. Da luoghi diversi, infatti, arrivano, i genitori e i nonni a fare visita al ragazzo. Per tutti loro sarà l’occasione di guardare negli occhi la verità più nascosta, di affrontare il dolore dell’identità, il demone dell’odio, le ideologie più rigide che appartengono a ognuno dei personaggi e quindi a ognuno di noi. Sarà l’occasione per capire come resistere all’uccello della sventura che si scaglia contro il cuore e la ragione di ciascuno.

Con questo testo teatrale si superano il tempo e lo spazio, percorrendo vicende familiari di diverse generazioni ambientate in diversi luoghi geografici e si percorre un’indagine emotiva sulla propria identità culturale e genetica e sulle proprie origini. Cosa sappiamo dei segreti del nostro passato, della storia delle nostre famiglie? Di quanti momenti oscuri della storia e di quali violenze siamo eredi senza saperlo? Siamo davvero il DNA che ci scorre nelle vene oppure è tutto molto più complesso? Se nasciamo nel letto del nostro nemico, come possiamo evitare che il sangue che scorre nelle nostre vene diventi una mina antiuomo? So davvero chi sono?

«È così importante aggrapparci alle nostre identità perdute? Che cos’è una vita tra due mondi? Che cos’è un migrante? Che cos’è un rifugiato? Che cos’è un mutante?»

«L’amore, l’olocausto, la testimonianza, la memoria, l’amicizia… Quarantasei cromosomi.»

dal copione di Wajdi Mouawad tradotto da Monica Capuani

chi è il cieco?
Cieca è tutta la famiglia Zimmerman e, come loro, i ciechi siamo tutti noi.
cosa non vede o non vuol vedere?
Come in ogni tragedia greca la famiglia ha un’eredità nascosta che proviene dal passato, e che dal passato fa sentire il suo peso sul presente. Il passato è oggetto di rimozione, una cecità raccontata attraversando le vicende famigliari di più generazioni in diversi luoghi geografici. Lo spettacolo diventa così un’indagine emotiva sul significato di identità, genetica e culturale, sulle origini di ognuno di noi.
e perché?
Siamo dotati di due paia di occhi, uno rivolto al passato, l’altro verso il futuro. Siamo ciechi quando scegliamo di usare solo un paio di occhi, escludendo l’altro. E questa decisione diventa tragica se non siamo noi a prenderla, ma sono gli altri a decidere, la comunità in cui viviamo, la tribù a cui apparteniamo, la nostra eredità culturale.

Marco Lorenzi

Galleria fotografica


  • Durata
    180 minuti con intervallo

Orari


  • Ven 17 Novembre
    21:00
  • Sab 18 Novembre
    19:00
  • Dom 19 Novembre
    17:00
  • Mer 22 Novembre
    19:00
  • Gio 23 Novembre
    20:00
  • Ven 24 Novembre
    21:00
  • Sab 25 Novembre
    19:00
  • Dom 26 Novembre
    17:00
Replica per le scuole
Novembre 23, 2023

Crediti


  • di

    Wajdi Mouawad
  • consulente storico

    Natalie Zemon Davis
  • traduzione

    Monica Capuani
  • del testo originale

    Tous des oiseaux
  • adattamento

    Lorenzo De Iacovo e Marco Lorenzi
  • regia

    Marco Lorenzi
  • con

    Aleksandar Cvjetković, Elio D’Alessandro, Said Esserairi, Lucrezia Forni, Irene Ivaldi, Barbara Mazzi, Raffaele Musella, Federico Palumeri, Rebecca Rossetti
  • assistente alla regia

    Lorenzo De Iacovo
  • dramaturg

    Monica Capuani
  • scenografia e costumi

    Gregorio Zurla
  • disegno luci

    Umberto Camponeschi
  • disegno sonoro

    Massimiliano Bressan
  • vocal coach e composizioni originali

    Elio D’Alessandro
  • esecuzione al pianoforte de La marcia del tempo e Valzer per chi non crede nella magia

    Gianluca Angelillo
  • video

    Full of Beans – Edoardo Palma & Emanuele Forte
  • consulente lingua ebraica

    Sarah Kaminski
  • consulente lingua tedesca

    Elisabeth Eberl
  • un progetto de

    Il Mulino di Amleto
  • produzione

    A.M.A. Factory, TPE – Teatro Piemonte Europa, Elsinor Centro di Produzione Teatrale e Teatro Nazionale di Genova
  • in collaborazione con

    Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e Festival delle Colline Torinesi
  • con il sostegno di

    ART-WAVES e Fondazione Compagnia di San Paolo