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FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI

Wayqeycuna

Tiziano Cruz
In scena: Teatro Astra

28 > 29 ottobre

Racconta storia e cultura di una comunità andina, che mette in discussione il trionfo del neoliberismo. Ci sono spunti bio­grafici ed elementi rituali. Nella lingua quechua, il titolo dello spettacolo significa “miei fratelli”.

prima – v.o. sott. it.

Proprio come le donne andine tessono i loro quipu (manufatti tessili realizzati con corde e nodi) come monumenti commemorativi, l’artista argentino Tiziano Cruz intraprende un viaggio indietro nel tempo, alla scoperta della sua infanzia, per ricongiungersi con la sua comunità. Basato su un lavoro d’archivio, il pezzo propone una riflessione su come le gerarchie razziali e le strutture di dominio operano in un mondo in cui il neoliberismo distrugge violentemente le tracce culturali, vitali e collettive. Wayqeycuna è l’opera conclusiva della trilogia “Tres Maneras de Cantarle a una Montaña”, in cui l’artista articola, attraverso una serie di gesti poetici, i suoi ricordi d’infanzia nell’entroterra dell’Argentina settentrionale con dichiarazioni politiche sul mercato dell’arte e sui privilegi di classe.

The show tells history and culture of an Andean community, which questions the triumph of neoliberalism. There are biographical notes and ritual elements. In Quechua language, the title means “my brothers”.

In occasione dello spettacolo Wayeycuna (Teatro Astra, 28 e 29 ottobre), il regista argentino Tiziano Cruz conduce un laboratorio di panificazione ispirato alla tradizione andina domenica 26 ottobre dalle ore 10.30 alle ore 13.30 presso il TPE Teatro Astra. Per iscriversi, mandare una mail a festivaldellecolline@fondazionetpe.it entro il 20 ottobre, posti limitati.

  • Durata
    70 minuti

Orari


  • Mar 28 Ottobre
    21:00
  • Mer 29 Ottobre
    21:00

Crediti


  • regia, autore e performer

    Tiziano Cruz
  • dramaturg

    Rodrigo Herrera
  • collaborazione artistica

    Rio Paraná
  • fotografia, musica e suono, coordinamento tecnico, realizzazione video, foto

    Matías Gutiérrez
  • disegno luci

    Matías Sendón
  • costumi e produzione artistica

    Luciana Iovane
  • produzione

    Ulmus Gestión Cultural