FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI

LE ETIOPICHE

MATTIA CASON
In scena: Teatro Astra

19 ottobre 2022

Storia e mito, plurilinguismo e migrazioni. Le Etiopiche rilegge l’epica di Alessandro Magno alla luce della contemporaneità, riflettendo sull’Europa di oggi e sull’accoglienza come opportunità piuttosto che come problema.

In quel confine tra Greci e Persiani, tra “Noi” e “Loro”, che assume tratti archetipici per lo stesso mito d’Europa, l’Unione Europea sembra avere l’ultima occasione per realizzare il suo progetto, quello di divenire un soggetto politico fondato su un nuovo modello di coesione sociale. Un modello che superi il paradigma etnico-nazionale e che riconosca l’“altro” in quanto necessario alla comprensione del “sé”.

Le etiopiche ricorre contemporaneamente a due diversi linguaggi, la danza e il video. La danza segue la linea drammaturgica che descrive la vita di Alessandro, le sue avventure e i suoi incontri, mentre il video si inserisce in quella narrazione con storie di rifugiati del nostro tempo. Finzione e realtà si incrociano così continuamente fino a mettere in discussione la contrapposizione tra partenza e ritorno, tra “Èxodus” e “Nòstos”. Alessandro sta lasciando la Macedonia per l’ignoto o sta di fatto tornando verso i luoghi a cui sente di appartenere? E soprattutto: i rifugiati di oggi stanno davvero solo scappando da guerre e persecuzioni o stanno anche loro tornando a casa, esattamente come i soldati di Alessandro dopo il loro ammutinamento sulle rive del fiume Ifasi?

Lo spettacolo ha vinto il PREMIO SCENARIO 2021, assegnato ogni anno dai Teatri soci dell’Associazione Scenario. Dalla motivazione del Premio Scenario: “Storia e mito, plurilinguismo e multidisciplinarietà, complessità concettuale e artigianato teatrale che ricollocano nel passato tematiche del presente. Le Etiopiche rilegge l’epica di Alessandro Magno alla luce della contemporaneità, aprendo una riflessione sull’Europa di oggi, in una prospettiva che contempla l’accoglienza come opportunità piuttosto che come limite. (…) È così che prende forma l’idea di un’Europa del futuro, di matrice afroasiatica, aperta a una nuova socialità, più umana e più etica.”

  • Durata
    70 min

Orari


  • Mer 19 Ottobre
    21:00

Crediti


  • ideazione, drammaturgia, coreografia e regia

    Mattia Cason
  • creazione e interpreti

    Mattia Cason, Katja Kolarič, Rada Ko-vačević, Tamás Tuza, Carolina Alessandra Valentini
  • con la partecipazione in video di

    Sirak, Berhanu, Dawit (rifugiati africani), Odysseas Manidakis (giocatore di Bouzuki), Nabi Aslam, Armin Hamdard, Arshaz Khan, Ayal Khan, Faisal Khan, Naveed Khan, Ramin Khan, Sulaiman Kharoti, Hamyoon Nabiza-da (Mama), Sharif (soldati di Alessandro), Shashe Capra, Arse-ma Amare Hagos, Tarik Ranieri (combattenti della resistenza etiope), Alessandro Conte (Ibn Arabi), Paolo Cacioppo, Alessandro Conte, Luca Vallata (AlKhidr)
  • disegno luci

    Aleksander Plut
  • assistente alla regia

    Alessandro Conte
  • video

    Mattia Cason
  • produzione

    EN-KNAP Produzioni, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
  • con il sostegno di

    Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin

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