FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI
Giulio Cesare o la Notte della Repubblica
16 > 18 ottobre
prima
Quando Roma decide di incoronare per acclamazione Giulio Cesare, tornato vittorioso dalla campagna d’Egitto, non tutti a Roma sono d’accordo. La Repubblica è in pericolo: entro 24 ore la democrazia alla quale pensavamo di esserci abituati, si trasformerà in qualcosa di diverso. Così, Cassio con un gruppo di senatori bussa alla porta dell’unico uomo che può aiutarli ad impedirlo: Bruto. Bruto ama Cesare, ma ama di più la Repubblica. Bruto è un uomo d’onore, ma è anche molto ambizioso. Lui, come tutto il popolo, si troverà a dover scegliere tra una sanguinosa rivoluzione o una docile sottomissione.
GIULIO CESARE o LA NOTTE DELLA REPUBBLICA è un progetto che nasce dalla volontà di costruire un percorso di ricerca e di creazione sul tema del rapporto tra potere, individuo e fragilità degli ordinamenti democratici e repubblicani nella nostra epoca.
GIULIO CESARE o LA NOTTE DELLA REPUBBLICA è un progetto pensato per spazi che permettano un rapporto con gli spettatori molto ravvicinato con il fine di coinvolgere emotivamente il pubblico all’interno di una delle congiure più famose della storia, magistralmente raccontata nelle sue contraddizioni da William Shakespeare.
GIULIO CESARE o LA NOTTE DELLA REPUBBLICA ha uno scopo duplice: da un lato, affrontare con radicalismo e purezza uno dei testi più potenti e meno frequentati di William Shakespeare; dall’altro, “usare” la storia di Bruto, Cassio, Antonio, e della disgregazione della Repubblica Romana come un luogo con cui possiamo indagare, interrogare, investigare questioni che toccano da vicino il nostro presente e lo determinano. Le domande di bruciante attualità che scaturiscono dall’incontro tra regista, attori e drammaturgia, sono un motore di immaginario potentissimo per questa creazione. Cosa spinge alcune generazioni e gruppi di esseri umani a ribellarsi, anche con l’uso delle armi? E in nome di cosa? Quale è il nostro rapporto con la responsabilità che inevitabilmente accompagna il concetto di libertà e di democrazia? Quando smettiamo di credere ai nostri ideali? Che rapporto c’è tra i media, i fatti e la loro mistificazione con le scelte politiche che determinano il mondo in cui viviamo?
Partendo da queste domande è intuibile che la creazione del nostro spettacolo non si pone come obiettivo la rappresentazione cronachistica della tragedia romana di William Shakespeare, ma piuttosto – attraverso l’arte e il teatro – l’indagine del “nostro” rapporto (di donne e uomini di oggi) con questi temi e questo testo.
Cassio dice a Bruto: «La colpa non è nelle nostre stelle, ma in noi stessi». E a me viene in mente che per trasformare il Giulio Cesare di William Shakespeare nella nostra Notte delle Repubblica, dovremo addentrarci con coraggio nelle pieghe dell’imperfezione degli esseri umani che Shakespeare “inventa”. Una imperfezione che diventa fonte di quel male che, moltiplicato, diventa motore delle forze sociali, le quali impediscono che lo sviluppo si trasformi in progresso.
Marco Lorenzi
Il regista Marco Lorenzi e il collettivo artistico Il Mulino di Amleto (Premio Ubu 2024 come miglior nuovo testo straniero a “Come gli uccelli” e Premio ANCT 2021), dopo aver affrontato Wajdi Mouawad, Pier Paolo Pasolini e il cinematografico Festen di Thomas Vinterberg, proseguono il loro percorso di creazione a partire da grandi sfide linguistiche. Questa volta addentrandosi nell’affascinante architettura della parola di William Shakespeare per portarla a deflagrare in modo radicale e dirompente, in un cortocircuito con il nostro presente.
Questa creazione sarà…
Musica dal vivo al 50%
Grande drammaturgia all’80%
Conflitto generazionale al 40%
Nuovi linguaggi al 60%
Recitazione pura al 100%
Rapporto con il pubblico all’80% (questo perché immaginiamo uno spettacolo in cui abbattere a più riprese la tradizionale distanza tra spettatore e attore, alla ricerca di uno spazio unico tra platea e palcoscenico in cui costruire una relazione rituale/assembleare con il pubblico)
Are there heroes or fragile men in this Shakespeare’s masterpiece? Bruto, Cassio, Antonio, Kafka and a whole humanity made up of men and women who act for their country or power’s sake? The real victim of this story is not Julius Cesar, but the Republic.
Galleria fotografica
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Durata120 min
Orari
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Gio 16 Ottobre21:00
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Ven 17 Ottobre21:00
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Sab 18 Ottobre19:00
Crediti
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da
William Shakespeare -
adattamento drammaturgico e riscrittura
Marco Lorenzi, Lorenzo De Iacovo -
progetto
Il Mulino di Amleto / A.M.A. Factory -
regia
Marco Lorenzi -
collaborazione artistica
Barbara Mazzi, Daniele Russo, Rebecca Rossetti -
con
(in o.a.) Vittorio Camarota, Yuri D’Agostino, Raffaele Musella, Francesco Sabatino, Alice Spisa, Angelo Tronca -
con la partecipazione in video di
Ida Marinelli, Danilo Nigrelli -
regista assistente
Barbara Mazzi -
assistente alla regia
Federica Gisonno -
training a cura di
Rebecca Rossetti -
disegno sonoro
Massimiliano Bressan -
progettazione regia video
PiBold / Paolo Arlenghi -
consulenza per scena e costumi
Gregorio Zurla -
progettazione luci
Umberto Camponeschi -
ufficio stampa
Raffaella Ilari -
debutto
Festival delle Colline Torinesi – ottobre 2025