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FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI

Frankenstein_diptych (love story + history of hate)

MOTUS
In scena: Teatro Astra

1 > 2 novembre

Prima e seconda tappa di Frankenstein proposte insieme dai Motus, la compagnia più presente nelle trenta edizioni del Festival. Da Mary Shelley, il confine pericoloso tra vivente e non vivente, fino alle Intelligenze Artificiali in rivolta.

PROMO HALLOWEEN *

presentato con Fondazione Merz

Frankenstein (Love Story)
durata 70 minuti

Frankenstein o Il moderno Prometeo è il tessuto connettivo di questa “nuova creatura”. Un progetto mostruoso composto dalla cucitura di diversi episodi e dal desiderio di ridare vita all’inanimato, galvanizzandolo, scomponendo e ricomponendone pezzi letterari. Uno spettacolo su Frankenstein che è esso stesso (un) Frankenstein.La struttura a scatole cinesi del libro che Mary Shelley ha scritto a soli diciannove anni e la sua stessa biografia, che tanto si riflette nelle vicende dolorose della creatura inascoltata, sono materia da cui partire nella composizione – con la collaborazione drammaturgica di Ilenia Caleo. Il tema della “progenie mostruosa” che Shelley ha ideato per prima – facendoun balzo dal romanzo gotico alla fondazione di quello fantascientifico, è poi ripensato da molt^ studios^ come una figurazione delpossibile – figurazione e favola di un mondo non riproduttivo – dalle vivaci ramificazioni contemporanee nella filosofia postumana. Toccare il non umano, il mostruoso, l’artificiale, sentirne la carne.

Frankenstein or The Modern Prometheus is the connective tissue of this “new creature.” A monstrous project composed by stitching together different episodes and the desire to breathe life back into the inanimate, galvanizing it by breaking down and reassembling literary pieces. A show about Frankenstein that is itself (a) Frankenstein.

Frankenstein (History of Hate)
durata 50 minuti

Con il movimento conclusivo del progetto Frankenstein estendiamo la “mappatura dell’orrore” partorita dalla mente della giovanissima Mary Shelley, per spostare il fuoco sul momento in cui la creatura inizia a percepirsi irrevocabilmente esclusa dalla beatitudine apparente degli umani, che la rifiutano solo per il suo aspetto non conforme. Un “film performato” così l’abbiamo chiamato – dove i livelli narrativi si mescolano in maniera caleidoscopica e tutto è in stridente relazione con l’oggi. Capitan Walton e la fantasmatica sorella Margaret/Mary – Walton/Wollstonecraft – Seville/ Shelley non abitano i ghiacci polari ma un pianeta arido e apocalittico, negli ultimi giorni della nostra malandata umanità, fra incendi boschivi, echi di guerre genocide e droni assassini. Un film estremo, drammatico e folle ambientato fra gli “ecomostri” calabresi e spiagge accecate dal sole.  Protagonista di questo lavoro è anche il mare, che brilla all’alba e si incupisce al tramonto e risucchia, sputa, i corpi estenuati della creatura e il dottor Frankenstein nel loro estanuato inseguimento. Una composizione che va ancor più ad amplificare il gioco di scatole cinesi con cui Mary W. Shelley ha raccontato la storia d’odio – e tenerezza radicale – della creatura, che “continuerà a esistere perché non ha mai vissuto”. Tra le fiamme del  fuoco prometeico che attraversa questo secondo movimento,  alla voce della creatura si sovrappongono anche altre voci / testimonianze / “confessioni”, di giovani incontrat* nelle interviste per  [ÒDIO], film/documentario vincitore dell’Italian Council 2024, che sarà presentato nel Marzo 2026 al museo Mambo di Bologna.

With the final movement of the Frankenstein project, we extend the “mapping of horror” born from the monstrous imagination of a very young Mary Shelley, shifting the focus to the moment when the Creature begins to perceive itself as irrevocably excluded from the apparent bliss of humankind — rejected solely because of its non-conforming appearance.

𝙌𝙪𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙨𝙞 𝙥𝙖𝙧𝙡𝙖 𝙙𝙞 𝙤𝙙𝙞𝙤 è 𝙣𝙚𝙘𝙚𝙨𝙨𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙥𝙤𝙧𝙨𝙞 𝙡𝙖 𝙙𝙤𝙢𝙖𝙣𝙙𝙖:

“𝘾𝙝𝙞 𝙤𝙙𝙞𝙖, 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙝é 𝙤𝙙𝙞𝙖? 𝙌𝙪𝙖𝙡𝙞 𝙧𝙖𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙥𝙤𝙩𝙚𝙧𝙚 𝙚 𝙙𝙞 𝙙𝙤𝙢𝙞𝙣𝙞𝙤 𝙨𝙞 𝙩𝙧𝙤𝙫𝙖𝙣𝙤 𝙞𝙣 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚?”

(𝙊𝙙𝙞𝙤, Ş𝙚𝙞𝙙𝙖 𝙆𝙪𝙧𝙩)

* PROMO HALLOWEEN
per tutti i possessori di biglietto di Frankenstein c’è la possibilità di acquistare in cassa un biglietto per Fuga. 21 poesie di Primo Levi di Valter Malosti a € 9. Il biglietto scontato a 9€ potrà essere comprato contestualmente all’acquisto di quello dei Motus, ma anche separatamente la sera stessa di Fuga, portando con sé il biglietto precedente.

Biglietti, Frankenstein (love story)

https://www.vivaticket.com/it/ticket/frankenstein-a-love-story/268210

Biglietti, Frankenstein (history of hate)

https://www.vivaticket.com/it/ticket/frankenstein-a-history-of-hate/268209

Biglietti, Frankenstein_diptych (love story + history of hate) 

https://www.vivaticket.com/it/ticket/fct30-frankenstein-diptych-love-story-history-of-hate-domenica-2-nov-ore-17-00/278761

https://www.vivaticket.com/it/ticket/fct30-frankenstein-diptych-love-story-history-of-hate-sabato-1-nov-ore-19-00/278762

Orari


  • Sab 01 Novembre
    19:00
  • Sab 01 Novembre
    21:00
  • Dom 02 Novembre
    17:00
  • Dom 02 Novembre
    19:00

Crediti


  • Love Story

  • ideazione e regia

    Daniela Nicolò, Enrico Casagrande
  • con

    Silvia Calderoni, Alexia Sarantopoulou, Enrico Casagrande
  • drammaturgia

    Ilenia Caleo
  • assistenza alla regia

    Eduard Popescu
  • disegno luci

    Theo Longuemare
  • ambienti sonori

    Enrico Casagrande
  • fonica

    Martina Ciavatta
  • grafica

    Federico Magli
  • video

    Vladimir Bertozzi
  • produzione

    Francesca Raimondi
  • organizzazione e logistica

    Shaila Chenet, Matilde Morri
  • promozione

    Ilaria Depari
  • comunicazione

    Dea Vodopi
  • distribuzione internazionale

    Lisa Gilardino
  • produzione

    Motus con ERT Emilia Romagna Teatro/Teatro Nazionale, TPE – Festival delle Colline Torinesi, Kunstencentrum VIERNULVIER (BE) e Kampnagel (DE), residenze artistiche ospitate da AMAT & Comune di Fabriano, Santarcangelo Festival, Teatro Galli- Rimini, Centro di Residenza dell’Emilia- Romagna “L’arboreto-Teatro Dimora | La Corte Ospitale”, Rimi-Imir (NO) e Berner Fachhochschule (CH), con il sostegno di MiC, Regione Emilia-Romagna
  • History of Hate

  • ideazione e regia

    Daniela Nicolò & Enrico Casagrande
  • con

    Tomiwa Samson Segun Aina, Yuan Hu, Enrico Casagrande
  • in video

    Silvia Calderoni, Alexia Sarantopoulou
  • drammaturgia

    Daniela Nicolò
  • ricerca e collaborazione drammaturgica

    Ilenia Caleo
  • riprese e montaggio video per la scena

    Vladimir Bertozzi
  • ambienti sonori

    Demetrio Cecchitelli
  • assistenti alla regia

    Astrid Risberg, Juliann Louise Larsen
  • assistente al video

    Isabella Marino
  • scena e costumi

    Daniela Nicolò, Enrico Casagrande
  • direzione tecnica e fonica

    Martina Ciavatta
  • disegno luci e video

    Simona Gallo
  • tecnico video

    Theo Longuemare
  • produzione

    Francesca Raimondi, Elena Marinelli
  • organizzazione e logistica

    Shaila Chenet e Alessandro Patrini
  • promozione

    Ilaria Depari e Beatrice Ottaviani
  • distribuzione internazionale

    Lisa Gilardino
  • comunicazione

    Dea Vodopi
  • ufficio stampa

    UC studio
  • grafico

    Federico Magli
  • produzione

    Motus con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di Genova, Snaporazverein (CH) e Romaeuropa Festival
  • residenze artistiche ospitate da

    AMAT & Comune di Fabriano, Sardegna Teatro e IRA institute
  • Contributo video dal film documentario [ÒDIO] vincitore dell’ITALIAN COUNCIL 2024