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FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI

Eneide

Paolo Musio
In scena: Fondazione Merz

25 ottobre

Uno dei più noti migranti dell’antichità raccontato con i versi del poema di Virgilio tra Troia, Cartagine, gli Inferi e l’Italia. Vera maratona poetica con effetti e musiche.

lettura integrale – produzione TPE / FCT – presentato con Fondazione Merz

L’Eneide racconta la fuga da una città in fiamme per una guerra. Molti, oggi fuggono o tentano invano di fuggire da città in fiamme. L’Eneide racconta quanto poco operi la ragione nelle cose umane, mostrando l’insensatezza della guerra, racconta viaggi pericolosi di profughi per mare, naufragi, separazioni e abbandoni, lutti, errori nel tenere la rotta, errori nell’interpretazione dei segni dai quali ognuno cerca di far derivare le proprie scelte, cerca di decifrare il proprio destino, sia esso o no quello di fondare una città. L’Eneide racconta collisioni ma anche incontri tra mondi, Oriente ed Occidente tra dialogo e conflitto. In questo scenario la diversità delle culture è all’origine della complessità del presente al punto che, ora come allora, possiamo felicemente scoprire che gli stranieri, i diversi, i senza patria siamo noi.

Fuori dalla logica antologica, il percorso completo attraverso i 12 libri dell’Eneide di Virgilio dà la possibilità di trovare le relazioni tra le parti, percepire il quadro complessivo, seguire i vari motivi che vi si intrecciano come correnti sottomarine visibili da increspature sul mare. La lunga durata, il permanere a lungo nel racconto, nell’intrico di emozioni, azione e riflessioni della più alta poesia è un tentativo di rispondere con lo strumento attivo dell’immaginazione al consumo di microscopiche parti, di brandelli di emozioni, per lo più orrori, ma anche stupore o bellezza da stereotipi, che ci vengono somministrati ogni giorno. Brecht chiama “pensieri paralizzanti” quei pensieri che ci impediscono azioni di contrasto nei confronti di chi o cosa con il suo operato nega la nostra libertà, crea e perpetua ingiustizia e così facendo distrugge le fondamenta del nostro vivere civile. La lettura pubblica dell’Eneide, esperienza insieme intima e condivisa, è vissuta da chi la propone come un atto politico, contro i “pensieri paralizzanti”, a partire da un’idea di mondo come modificabile. Alla fine del primo libro dell’Eneide, Didone ordina che si prepari una grande festa in onore di Enea e dei suoi compagni, per celebrare l’incontro. Tutti gli invitati, come anche gli ospiti, sono arrivati lì da terre lontane, c’è una città nuova da costruire, tante aspettative, ma nessuno sa nulla di cosa li attende in futuro. E’ una lunga notte in cui tutto sembra possibile. Un aedo intona una canzone, la musica riecheggia nelle grandi stanze del palazzo. Dopo tanto dolore, tanta fatica, tanti pericoli sempre diversi e – noi lo sappiamo – prima di altrettante difficoltà, speranze tradite, rovesci di fortuna, per una notte, donne e uomini riuniti in nome dell’ospitalità ascoltano un cantore che ricorda loro l’avvicendarsi delle stagioni, il cielo stellato che tacitamente gira sopra le loro teste, il corso della luna e del sole. Quella notte essi sentono in sé tutto lo splendore e la fragilità della condizione umana. Sul finire della notte, Didone, sul nascere di un amore, chiede ad Enea di raccontare la sua storia. Ripercorrerla è doloroso ma necessario. L’eco di quella notte giunge fino a noi, ci chiama, siamo tutti, a pieno diritto, invitati a partecipare.

The adventures of one of the most famous migrants of the ancient time told by means of Virgilio’s poem, travelling from Troy through Carthage and Hades to Italy. A true poetic marathon with theatrical effects and music.

  • Durata
    6 ore con intervalli

Orari


  • Sab 25 Ottobre
    14:00

Crediti


  • di

    Virgilio
  • traduzione

    Rosa Calzecchi Onesti
  • adattamento ed interpretazione

    Paolo Musio
  • spazio sonoro e composizione

    Francesca Fabrizi
  • produzione

    TPE – Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi